Amore è quando…

27/03/2017

(estratto da La casa sulla collina)




Amore è quando…

Sapete quando sentite le farfalle sullo stomaco?

– No –

Buttò sul tavolino del bar il suo Smartphone con un gesto di stizza. Era lì da quasi un’ora ormai. Il suo tè ai frutti di bosco si era raffreddato, ma lei sembrava non avere intenzione di berlo. Sgranocchiava lentamente uno dei tre biscottini portati col tè dal giovane cameriere. Era carino. L’avevano assunto solo una settimana prima, ma sembrava fosse lì da parecchio tempo. Ci sapeva fare con le persone, e il suo fascino tipico tedesco non passava di certo inosservato, in quel piccolo borgo di montagna.

Riprese in mano il telefono ancora aperto sulla pagina dove Facebook le chiedeva “Cosa stai pensando?”. A lui. Ma non avrebbe potuto scriverlo. Avrebbe voluto scriverlo a lui: “Ti penso”, ancora una volta, ma sapeva che non avrebbe ricevuto alcuna risposta. Da qualche tempo era sparito. Aveva preferito così. Lui. Eppure l’amava, lei ne era certa. Ma a volte l’amore non è semplice. Anzi non lo è mai. Il vero amore è qualcosa che senti dentro e non lo puoi esprimere a parole. Solo chi l’ha provato sa di cosa si parla. Il vero amore è sentire il proprio profumo sulla pelle dell’altro. È sentire il proprio sapore nei baci dell’altro. Erano bastate poche volte per capire che lui era la persona giusta. Lo conosceva appena, ma a parlare era la chimica. Gli atomi si erano uniti per formare delle molecole indissolubili.




Lui però era sparito. Aveva capito che era la cosa migliore da fare. Troppo lontani forse. O solamente quella passione così forte e travolgente l’aveva spaventato. Agli uomini accade. Lo aveva letto in un libro di psicologia: pare che il maschio tenda ad avere paura quando si tratta di sentimenti. La donna va con i piedi di piombo nella fase iniziale, poi come sente la complicità prova a buttarsi. In genere a vuoto. L’uomo invece no. L’uomo si butta da subito, ti dice che ti ama dopo cinque minuti che ti ha conosciuta davanti al settimo drink della serata. Quando poi inizia ad amarti davvero, arriva il momento della fuga.

Decise di andare via dal bar. Il sole iniziava già a nascondersi dietro i monti e l’aria si faceva frizzantina. La mattina era uscita da casa solo con una maglia leggera perché non pensava di stare via così a lungo. Aveva approfittato della giornata di sole per fare una passeggiata e iniziare il suo nuovo romanzo nella panchina del sentiero che portava al Villaggio delle Avventure. Le belle giornate stimolavano la sua fantasia e quando poteva coglieva subito il momento in modo da annotarsi tutte le idee.

L’ultimo romanzo era andato alla grande. Aveva iniziato a scriverlo pochi giorni dopo averlo conosciuto. In pochi mesi era riuscita a creare qualcosa che la stava portando in alto nelle classifiche delle opere più vendute. Non riusciva a spiegarselo nemmeno lei. Aveva provato a raccontare una storia d’amore da favola, come quella raccontate da più grandi autori di un tempo. E a quanto apre c’era riuscita. L’aveva chiamata il suo editore lo stesso giorno in cui lui le disse che sarebbe sparito per sempre.

Non aveva saputo gioire perché il suo messaggio l’aveva ferita: – Ho bisogno di dimenticarti. Appena l’avrò fatto riinizieremo a sentirci- lo trovava un assurdo controsenso. Nel momento in cui mi dimenticherai non sentirai il bisogno di sentirmi di nuovo. Glielo aveva scritto. Ma come risposta aveva solamente ottenuto un inquietante silenzio che non aveva fatto altro che innervosirla e ferirla ancora di più. Non si sarebbero mai più sentiti, era chiaro; non potevano essere amici. Non loro. Due persone con un tale feeling sono una cosa sola, un unico corpo e un’unica anima. Non potranno mai essere amici.




L’editore non aveva capito il suo silenzio. Lo aveva interpretato come una forte emozione. E invece lei ciò che sentiva era solo una grande rabbia e un immensa delusione. Non riusciva a pensare ad altro nemmeno ora che il suo sogno di diventare una scrittrice si stava realizzando. Nei giorni che seguirono cercò di recuperare la concentrazione e dedicarsi alla sua carriera. La pubblicazione del romanzo stava dando i frutti sperati e in poche settimane aveva già raggiunto gli obiettivi che con l’editore si erano posti per un anno. Non solo aveva raggiunto tutta la nazione, ma le avevano addirittura proposto di tradurre l’opera in inglese: “per una diffusione capillare anche al di fuori dell’Italia”. Non poteva essere vero.

Provò a chiamarlo per dirglielo. Aveva bisogno di condividere con lui ciò che le stava accadendo, perché era anche merito suo se era riuscita a scrivere un romanzo così bello tutto d’un fiato. Era stato lui che l’aveva ispirata e sostenuta. Ma non ricevette alcuna risposta. Mai. Sembrava essere sparito nel nulla. L’unica nota che scongiurava eventuali sequestri o sparizioni erano le due spunte di visualizzazione, testimoni della sua esistenza per fortuna ancora vigile. Dunque non era stato ne rapito dagli alieni e probabilmente non aveva nemmeno perso l’uso delle dita a causa di qualche evento metafisico, di quelli che accadono ogni cinquecento mila anni e purtroppo beccano per strada solo te! No. Semplicemente stava mantenendo fede alla sua ridicola idea di sparire dalla sua vita. Nessun glielo aveva chiesto. Ma del resto, nessuno gli aveva nemmeno mai chiesto di entrarci nella sua vita.

Rientrò a casa. La passeggiata l’aveva stancata, ma soprattutto ora sentiva uno strano tremolio dentro di se. Forse aveva preso troppo freddo. Sentiva come avesse la febbre. Decise allora di spogliarsi e immergersi nell’acqua calda della vasca idromassaggio. Grazie ai guadagni ottenuti dalla vendita dei libri era riuscita ad acquistare l’oggetto dei suoi desideri: una fantastica Iacuzzi, posta al centro della camera da letto. L’apoteosi del relax. Di fronte, oltre la finestra, la montagna ornata da un meraviglioso tappetto verde del bosco. Dopo anni era riuscita a trasferirsi in un piccolo borgo in montagna e a prendersi una casa che per arredamenti e panorama esterno sembra la casa delle fiabe. Mancavano solo gli elfi che le portassero la colazione a letto, o un bel bicchiere di vino ora che si trovava immersa nella schiuma e nelle bollicine dell’idromassaggio.

 

 

 




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