Intro- La casa sulla collina

10/02/2017

Libertà.

Era questo ciò che voleva ottenere.

La Libertà.

A sedici anni pensava che dopotutto fosse abbastanza adulta da potersela cavare da sola. La sua famiglia, umile e di paese, non era così perfetta come tutti pensavano. La madre si che lo era, ma purtroppo l’aveva abbandonata troppo presto lasciandola in balìa del padre burbero e taciturno. Aveva pensato che lei se ne sarebbe presa cura e che lui  sarebbe cambiato e le sarebbe stato riconoscente. Invece il giorno del suo ottavo compleanno, quando la mamma era scomparsa nel fiume, lui si era chiuso in se stesso. Come se già non lo fosse sempre stato: silenzioso e introverso.




Era una brava persona, un grande lavoratore; ma era il suo carattere ad allontanarlo dalle persone. Non era nato così. Lo era diventato dopo quel brutto incidente, quando la carrozza si era ribaltata e tutti erano volati giù nel precipizio. Ma lui aveva avuto fortuna: quel cespuglio sembrava fosse cresciuto là, solamente per proteggerlo, come se fosse un soffice giaciglio su cui dormire e non svegliarsi più. Cinque anni. Immerso nel buio del bosco e nella nebbia più fitta, con il cocchiere che lo fissava, a pochi metri di distanza, senza però emettere un suono. Quegli occhi gelidi lo fissavano ormai senza vita. E il padre e la madre affiancati, uniti, a salutarlo per l’ultima volta.




 

 

Un commento

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