Amore è quando…
La casa sulla collina / 27/03/2017

(estratto da La casa sulla collina) Amore è quando… Sapete quando sentite le farfalle sullo stomaco? – No – Buttò sul tavolino del bar il suo Smartphone con un gesto di stizza. Era lì da quasi un’ora ormai. Il suo tè ai frutti di bosco si era raffreddato, ma lei sembrava non avere intenzione di berlo. Sgranocchiava lentamente uno dei tre biscottini portati col tè dal giovane cameriere. Era carino. L’avevano assunto solo una settimana prima, ma sembrava fosse lì da parecchio tempo. Ci sapeva fare con le persone, e il suo fascino tipico tedesco non passava di certo inosservato, in quel piccolo borgo di montagna. Riprese in mano il telefono ancora aperto sulla pagina dove Facebook le chiedeva “Cosa stai pensando?”. A lui. Ma non avrebbe potuto scriverlo. Avrebbe voluto scriverlo a lui: “Ti penso”, ancora una volta, ma sapeva che non avrebbe ricevuto alcuna risposta. Da qualche tempo era sparito. Aveva preferito così. Lui. Eppure l’amava, lei ne era certa. Ma a volte l’amore non è semplice. Anzi non lo è mai. Il vero amore è qualcosa che senti dentro e non lo puoi esprimere a parole. Solo chi l’ha provato sa di cosa si parla. Il vero…

Intro- La casa sulla collina
La casa sulla collina / 10/02/2017

Libertà. Era questo ciò che voleva ottenere. La Libertà. A sedici anni pensava che dopotutto fosse abbastanza adulta da potersela cavare da sola. La sua famiglia, umile e di paese, non era così perfetta come tutti pensavano. La madre si che lo era, ma purtroppo l’aveva abbandonata troppo presto lasciandola in balìa del padre burbero e taciturno. Aveva pensato che lei se ne sarebbe presa cura e che lui  sarebbe cambiato e le sarebbe stato riconoscente. Invece il giorno del suo ottavo compleanno, quando la mamma era scomparsa nel fiume, lui si era chiuso in se stesso. Come se già non lo fosse sempre stato: silenzioso e introverso. Era una brava persona, un grande lavoratore; ma era il suo carattere ad allontanarlo dalle persone. Non era nato così. Lo era diventato dopo quel brutto incidente, quando la carrozza si era ribaltata e tutti erano volati giù nel precipizio. Ma lui aveva avuto fortuna: quel cespuglio sembrava fosse cresciuto là, solamente per proteggerlo, come se fosse un soffice giaciglio su cui dormire e non svegliarsi più. Cinque anni. Immerso nel buio del bosco e nella nebbia più fitta, con il cocchiere che lo fissava, a pochi metri di distanza, senza però emettere…

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